Difficoltà quotidiane nella vita privata

matsukaze_demuntChi non ha difficoltà quotidiane? L’errore è confondere il counseling con la psicoterapia. Perchè a pensarci bene, chi di noi, pur avendo sostanzialmente una struttura di personalità sana, non ha problemi quotidiani con persone, eventi, disagi personali, ricordi, aspettative?

Chi di noi non ha un nervo scoperto che genera fatica, frustrazione, paura, ansia o tristezza?

Il Counseling nasce proprio per affrontare nel qui-e-ora, cioè nella nostra vita presente, i temi che sono caldi e non del tutto risolti. Spesso si tratta del non saper prendere una decisione. A volte si tratta di incappare puntualmente nella stessa situazione che non ci piace ma che ritorna. A volte si tratta di non gestire bene lo stress, o di inibirci di fronte alle figure che per noi rappresentano l’autorità. Per qualcuno può essere il parlare il pubblico, per altri il senso di solitudine, il non trovare un partner, il non avere lavoro o il non avere coraggio di cambiarlo pur desiderandolo. Alcune persone non riescono a relazionarsi ai genitori, se non attraverso liti, urla, silenzi. Altre non sanno come rapportarsi al figlio che non è più bambino, ma nemmeno adulto. C’è chi si ritrova ad un’età matura a non sentirsi ancora autonomo nelle decisioni, legato al giudizio dei genitori o della gente. Qualcuno rimanda perennemente al lunedi successivo la dieta o la palestra, disprezzando il proprio peso che aumenta o non scende, o scende per poi risalire… Qualcun altro inizia mille cose e non ne finisce nessuna.

Ci sono persone che vengono a Milano a studiare da paesi lontani: dall’estero o da città distanti. Magari hanno problemi a socializzare, o sentono una nostalgia prevaricante. C’è chi vive in chat perchè la vita reale genera ansia. C’è chi vive nel senso di colpa per non dedicare tempo sufficiente ai figli. C’è chi è frustrato perchè si è messo da parte interamente, per dedicarsi alla famiglia, a un malato, a una carriera che rimanda sempre più in là il traguardo.

Noi ci occupiamo di tutte queste situazioni: concrete, scomode, ma risolvibili passando per la comprensione dell’impedimento che sentiamo bloccarci, per l’accettazione di dati di realtà, per lo svelamento di convinzioni antiche che oggi risultano limitanti più che utili. Ma perchè è così difficile scardinarle? Perchè in qualche modo sono la nostra coperta di Linus… una zona di comfort in cui la prospettiva sulle cose è conosciuta e rassicurante, ma a volte molto dolorosa.

Allora non serve considerarsi “pazzi” per trarre beneficio da un colloquio in cui si possono chiarificare e trovare gli strumenti per superare ciò che ci affligge.

Basta riconoscere che ognuno di noi può essere molto di più di quanto crede e ha in sè le risorse per progredire verso il proprio benessere.

 

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,

chi non cambia la marca o colore dei vestiti,

chi non rischia,

chi non parla a chi non conosce.

Lentamente muore chi evita una passione,

chi vuole solo nero su bianco e i puntini sulle i

piuttosto che un insieme di emozioni;

emozioni che fanno brillare gli occhi,

quelle che fanno di uno sbaglio un sorriso,

quelle che fanno battere il cuore

davanti agli errori ed ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,

chi è infelice sul lavoro,

chi non rischia la certezza per l’incertezza,

chi rinuncia ad inseguire un sogno,

chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,

chi non legge,

chi non ascolta musica,

chi non trova grazia e pace in sè stesso.

Lentamente muore chi distrugge l’amor proprio,

chi non si lascia aiutare,

chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,

chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,

chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,

ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo

di gran lunga maggiore

del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di

una splendida felicità.

(Pablo Neruda)