Cos’è NonSolo Counseling


34_c377311c1f454fb_83861b55d-postNon Solo Counseling: un luogo accogliente, un gruppo aperto alle persone, un momento di riflessione, un punto di supporto, una modalità di essere e di lavorare.

Ma cominciamo con il definire il Counseling per come è presentato dall’Associazione Professionale di Categoria Assocounseling:

Il counseling professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale. (Definizione dell’attività di counseling approvata dall’Assemblea dei soci in data 2 aprile 2011)

C’è chi lo ha impropriamente definito “psicoterapia per gente sana”, descrizione che non ci sentiamo di condividere, perché fra il counseling e la psicoterapia passano differenze sostanziali, come potete leggere nell’intervista rilasciata dallo Psicologo, Psicoterapeuta e Sociologo Giorgio Piccinino, in questa sezione.

Nonostante chi lavora a questo blog sia anche laureato in Psicologia, non vogliamo alimentare la confusione, già ampiamente diffusa, fra i due ambiti, che hanno tratti comuni, ma differenze sostanziali e ambiti di indagine distinti.

Il Counseling professionale, viene svolto da un Counselor diplomato (scuola di 3 anni, con ore di tirocinio, di psicoterapia e di supervisione) per sostenere il Counselee (il Cliente – non più chiamato “paziente”) nel perseguimento di un’obiettivo realistico, concreto e misurabile nella quotidianità, lavorando nel qui-e-ora.

Sostanzialmente si tratta di un rapporto paritetico in cui si stimola l’Adulto del cliente, affinchè egli ritrovi le priorità, gli obbiettivi da raggiungere e le modalità per perseguirli, accorgendosi di meccanismi e automatismi disfunzionali che, per via della sua peculiare storia, gli impediscono di vivere serenamente.

Il Counselor allora lavora assieme (e non sul) cliente per individuare ed eliminare tali impedimenti, che provocano malessere oggi.

Diversamente la psicoterapia opera anche su un livello regressivo e si occupa di ristrutturazione della personalità, con l’obbiettivo di tornare là-e-allora, e di ripercorrere la storia del paziente anche qualora l’impedimento fosse estremamente antico e storicizzato.

Non ci troviamo nemmeno d’accordo sulla dicotomia “gente sana-gente non sana”. La sanità psicologica è un costrutto sociale e culturale che investe molteplici ambiti, quali quello biologico, relazionale, emotivo, comportamentale, cognitivo. E non è da dimenticare Heisenberg che con il suo principio di indeterminazione, ci ricorda che l’osservatore influenza per primo l’oggetto osservato, a seconda del punto di vista assunto.

Chi è sano e chi no allora è una classificazione che non ci sentiamo di appoggiare.

Ma sicuramente esiste uno stare bene e uno stare male: e anche le persone “sane” hanno momenti di malessere. Un Counselor può, in un ciclo di pochi incontri, aiutare il cliente ad aiutarsi, in una relazione di fiducia, ascolto attivo e pariteticità, imparando dalla psicologia umanistica di Rogers, Berne e seguaci, per cui il Cliente è il vero esperto del proprio problema.